Pubblicazioni

  • “Il Sassoferrato- La Devota Bellezza” - 2017
    A cura di Francois Maçè de Lèpinay

    Dal disegno all'opera compiuta: con la sapiente guida di François Macé de Lépinay, è possibile per la prima volta ricostruire, attraverso questa pubblicazione, il percorso creativo di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609-1685), che nella Roma barocca visse lontano dai clamori del mondo dell'arte, lavorando con la lena di un artigiano dedito soprattutto alla realizzazione di immagini di devozione che gli valsero il titolo di “Pictor Virginum” I saggi contenuti nel volume consentono di conoscere come l'artista abbia conseguito il suo stile inconfondibile - muovendo dal contesto locale per poi approdare nell'Urbe, dove fu a contatto con Domenichino -, quali furono i committenti che si avvalsero del suo pennello e quale influsso le sue opere abbiano avuto nel corso del XIX secolo sugli esponenti del Purismo e sui Nazareni. Ne emerge l'immagine di un artista che con straordinaria coerenza fece propria la lezione di Raffaello per conseguire quella idealizzazione che anche nei rari ritratti si esprime attraverso una stesura pittorica meditata e attenta, ben evidente già negli studi preparatori, estranea tanto alla teatralità barocca quanto al naturalismo caravaggesco.

  • “Renzo Barbarossa” - 2017    
    Monografia

    Non è comune trovare un artista così poliedrico come Renzo Barbarossa, una delle menti creative di cui la città può farsi vanto. La sua attività artistica, condotta con passione e continuità, ha regalato molto a Fabriano, dove l'operato è visibile in grande bellezza nelle opere realizzate per la città, quali i monumeti dei giardini pubblici e le maestose vetrate della Chiesa della B.V.della Misericordia. Apprezzato da tutti per il lato umano, oltre che artistico, il ricordo di Renzo Barbarossa rimarrà certamente vivo tra i suoi concittadini e tra tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere lui e le opere mirifiche.

  • “La chiesa di Santa Lucia a Serra San Quirico” - 2016    
    a cura di U. Paoli, G. Donnini

    La pubblicazione sulla chiesa di Santa Lucia a Serra San Quirico, edificata dai monaci del'Ordine Silvestrino, prevede una complessa disamina della più bella struttura barocca esistente nelle Marche. Essa si distingue dalle numerose altre per la nobiltà architettonica del suo interno, per la ricchezza del patrimonio plastico che lo decora e per la qualità delle pitture che fregiano l'abside e gli altari delle cappelle.

  • “La scuola di Spoleto- Immagini dipinte e scolpite nel trecento tra Valle Umbra e Valnerina” - 2015   
    a cura di Alessandro Del Priori

    Un viaggio che attraversa una delle regioni più belle d’Italia, ricche di emergenze naturalistiche e artistiche. Un territorio non esageratamente antropizzato che conserva ancora leggibili i segni del suo passato. Spoleto è la capitale storica di tutta la zona che dalla fine del XII secolo fino a tutto il Cinquecento fa della Valnerina un laboratorio artistico atipico, a volte anche straordinario per qualità e importanza. A partire dalla fine del XIII secolo gli artisti di Spoleto e della Valnerina adottano un linguaggio singolare, di lavori tutti in superficie, vibranti di passaggi cromatici forti: così è la Croce di Alberto Sotio ora al Duomo di Spoleto, così è la Croce di Petrus di Campi. Uno stile che informa tutti gli artisti del Duecento, da Simeone e Machilone, al Maestro di San Felice di Giano fino a Rinaldetto di Ranuccio e che crea una vera e propria scuola del Ducato di Spoleto.

  • “Da Giotto a Gentile - Pittura e scultura a Fabriano tra due e trecento” - 2014    
    a cura di A. Bartoli Langeli, E. Irace e A. Maiarelli

    Un territorio apparentemente periferico, marginale rispetto ai tradizionali e acclarati circuiti del turismo culturale, un deposito vasto e inestimabile di capolavori artistici medievali in gran parte poco noti, in molti casi sconosciuti: Fabriano, le sue chiese millenarie, gli eremi che punteggiano l’affascinante paesaggio appenninico, costituiscono lo scenario nel quale si iscrive la mostra “Da Giotto a Gentile”. Una occasione imperdibile per ammirare affreschi, pale d’altare e sculture lignee dipinte, realizzate durante la lunga stagione gotica. Quest'opera ne raccoglie tutto il prestigio.

  • “L'abbazia di San Vittore delle Chiuse” 2014
    a cura di 

    A distanza di trent'anni dalla pubblicazione delle antiche pergamene dell'archivio del Monastero di S. Silvestro in Montefano, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, proseguendo il suo progetto di valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico-artistico della città e del territorio, presenta un altro fondo documentario di capitale importanza sia per la storia religiosa che per quella politico istituzionale di Fabriano.

  • “La chiesa di San Benedetto a Fabriano” - 2013
    a cura di B. Cleri, G. Donnini

    Il volume precisa il rapporto dell'ordine religioso dei silvestrini con la città di Fabriano dalle origini fino ai nostri giorni mentre un ulteriore saggio ha tracciato le fasi costruttive della chiesa, finora note attraverso vaghe notizie non sempre verificate e rispondenti al vero. Ha trovato spazio la contestualizzazione delle varie fasi decorative che hanno coinvolto tutti gli altari; ugualmente fondamentale è risultato essere lo studio delle tante confraternite (religiose e laicali legate alle attività artigianali) e delle diverse famiglie che hanno commissionato tante opere. La devozione viene riletta attraverso l'apparato iconografico di riferimento, mentre la cripta sottolinea la portata della figura di Giovanni detto dal bastone, originario della frazione di Castelletta. La presenza di artisti quali Simone De Magistris, Francesco Vanni, Orazio Gentileschi, Giovan Francesco Guerrieri, Pasqualino Rossi, Giuseppe Bastiani e diversi altri, dà conto dell'aggiornamento culturale della città, del tentativo, perfettamente riuscito, di fare della chiesa dedicata a San Benedetto un esempio di arte barocca senza cancellare le testimonianze precedenti.

  • “Le cappelle gotiche in Sant’Agostino e in San Domenico di Fabriano” – 2006
    A cura di Bonita Cleri e Giampiero Donnini

    Il volume, attraverso la descrizione di capolavori dell’arte figurativa trecentesca locale, restaurati con il contributo della Fondazione, intende promuovere la conoscenza del vasto patrimonio storico ed artistico locale.

  • “Storia di Fabriano dalle origini all’alba del terzo millennio” – 2004
    di Dalmazio Pilati

    Seconda edizione ampliata ed aggiornata della “Storia di Fabriano” attraverso la quale l’autore offre un “unicum” che aiuta il lettore a ricostruire le fasi di un articolato complesso di fenomeni che hanno segnato la vita sociale, economica e politica di una città, evidenziando quelle figure che più di altre hanno lasciato traccia di sé con espressioni artistiche, culturali e d’ingegno.

  • “Allegretto di Nuzio – pittore fabrianese”  – 2004
    di Fabio Marcelli

    Attraverso questo volume conosciamo meglio anche un aspetto meno noto dell’attività del pittore  Allegretto di Nuzio, ovvero la produzione di sculture lignee, infatti,  in questa sede, viene attribuito al di Nuzio un bel crocifisso conservato nella Cattedrale di Fabriano. Accanto alle parole dello storico dell'arte dell'Università degli Studi di Perugia, Fabio Marcelli, il volume ospita un importante saggio della studiosa di storia delle tecniche artistiche, Francesca Nucera e un'ispirata postfazione firmata dal geniale incisore fabrianese Roberto Stelluti, che ci aiuta a sentire' meglio le opere di Allegretto. Gli autori hanno restituito la figura di un uomo - prima ancora che di un'artista letta a tutto tondo: ovvero nella sua dimensione di pittore, di uomo protagonista della vita civile della sua città, di straordinario maestro di tecnica artistica e di imprenditore del suo tempo,  capace  affermare la sua arte,  comunicarla, valorizzarla, gestendo con l'abilità di un manager “ante litteram” la stessa attività dela sua importante ed operosa bottega d'arte.

  • “Le insorgenze antifrancesi nelle Marche” – 2003
    di S. Petrucci

    Il volume descrive minuziosamente quel fenomeno storico determinato dallo sforzo con il quale i popoli della Marca dal 1796 decisero di opporsi al repentino cambiamento che la conquista francese portava con sé. L’opera indaga sulle cause delle Insorgenze dando una valutazione storica di questa vasta e prolungata stagione di mobilitazione contro la Rivoluzione, testimoniando quanto profonde fossero nelle Marche le radici popolari di quell’ordine che si voleva mutare.

  • “Il rito, lo specchio, la memoria” – 2003
    a cura di E. Bartocci

    L’autore presenta le opere di cinque pittori rappresentativi della tradizione di Cupramontana, accomunati dalla predilezione per la forma artistica del ritratto, realizzato con le tecniche tradizionali. Ogni artista è visivamente assai diverso dall’altro, ma tutti mostrano una linea di pensiero, radici e sentimenti comuni.

  • “L’Ittiosauro di Genga” – 2000
    a cura di G. De Marinis e U. Nicosia

    Il volume, con tono volutamente lontano dalla lingua degli specialisti, anche se necessariamente rigoroso, descrive le varie fasi dell’intervento conservativo e del recupero dello scheletro di un rettile (ittiosauro) del Giurassico superiore rinvenuto nei pressi di Genga, intervento al quale la Fondazione ha dato un determinante contributo.

  • “De salubri potu dissertatio” - 2000
    di Francesco Scacchi

    Ristampa di un’opera del monaco benedettino fabrianese Francesco Scacchi datata 1622 nella quale vengono fin da allora teorizzati i vantaggi della conservazione del vino delineando le basi della preparazione dell’attuale spumante. Una importante testimonianza della centenaria tradizione vitivinicola locale.

  • “Il Libro Rosso del Comune di Fabriano” - 1998
    a cura di A. Bartoli Langeli, E. Irace e A. Maiarelli

    Raccolta di documenti che costituivano gli iura del Comune medioevale di Fabriano. La pubblicazione, che rappresenta un regestum prezioso per la conoscenza della storia e della cultura di Fabriano, è stata inserita nella collana delle “Fonti per la storia delle Marche” della Deputazione di Storia Patria.

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