Piano Programmatico 2002-2004

PIANO PROGRAMMATICO PLURIENNALE (P.P.P.) TRIENNIO 2002-2004

Le vigenti disposizioni legislative prevedono che l’attività della Fondazione si esplichi attraverso la definizione, da parte dell’Organo di indirizzo, di un piano programmatico pluriennale per l’attività istituzionale e per l’investimento del patrimonio.
Con questo documento l’Organo di Indirizzo, ai fini di una corretta gestione della Fondazione, intende definire, sia pure sommariamente, linee di attività ed obiettivi da perseguire nei vari settori di intervento e nella gestione del patrimonio in un’ottica di medio periodo quantificabile in un triennio (2002/2004).
Occorre tuttavia rilevare che in questa prima fase di operatività il documento di programmazione pluriennale è suscettibile di futuri sviluppi e implementazioni, a seguito dell’acquisizione di nuovi elementi e di maggiore esperienza.
La ridefinizione dell’identità della Fondazione, attraverso le nuove norme statutarie, si riflette innanzitutto nella scelta dei settori di intervento.
L’Organo di Indirizzo ritiene opportuno che le attività della Fondazione si indirizzino verso tutti i settori rilevanti di cui al D. Lgs. 153/99 come quello dell’arte, della conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e dei beni ambientali, dell’istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell’assistenza alle categorie sociali più deboli aggiungendo ad essi, sia pur in via residuale, quello dello sport dilettantistico.
In particolare, nel settore dell’arte la Fondazione intende proporsi come fattore propulsivo di iniziative di recupero di beni artistici e anche di creazione di infrastrutture culturali e artistiche nuove.
Nella conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali, atteso che la cultura è un bene pubblico che fa parte della collettività alla quale è legata ed è fonte di identità che contraddistingue una comunità da altre, la Fondazione favorirà progetti tesi a valorizzare tali aspetti.
Per i settori Istruzione e Ricerca scientifica occorre tener presente l’esigenza di una maggiore capacità di adattamento della forza lavoro alle trasformazioni in atto e quindi si rende necessario favorire quelle iniziative che tendono ad un miglioramento della qualità delle risorse umane verso alti livelli di specializzazione.
Nella Sanità, l’attività della Fondazione dovrà tener conto delle esigenze riscontrate nel territorio sostenendo investimenti in tecnologia, formazione e organizzazione nell’ambito della diagnostica e della terapia sia a livello ospedaliero che di medicina di territorio.
Nell’assistenza alle categorie sociali più deboli, infine, la Fondazione favorirà iniziative tendenti al miglioramento della qualità della vita e alla coesione sociale dei soggetti considerati più deboli sostenendo le iniziative volte al rafforzamento delle istituzioni incaricate di contrastare fenomeni di esclusione sociale e di favorire lo sviluppo della solidarietà e il miglioramento della qualità dei servizi.
Un aspetto particolare da tenere presente è quello del sostegno alle associazioni di volontariato, depositarie peraltro di notevoli conoscenze dei bisogni e delle esigenze della collettività locale.
Di regola gli interventi sono indirizzati nell’ambito dei comuni individuati nello statuto, considerate le origini storiche dell’ente e le modalità di formazione del suo patrimonio. E’ altresì’ possibile per la Fondazione promuovere iniziative in ambiti territoriali diversi.
La Fondazione si propone di adottare una strategia di presenza nella vita economica e sociale della comunità di appartenenza attraverso la realizzazione di progetti di ampio respiro che possano agire da “volano” di nuove risorse ed energie sociali, scientifiche, culturali e dare così una risposta significativa ai bisogni emergenti della società civile evitando nel contempo di disperdere in modo improduttivo le risorse.
La Fondazione intende inoltre dedicare il massimo impegno ai progetti propri, ossia a quei progetti individuati e promossi al suo interno per affermare sempre di più il modello “operating” (gestione diretta delle iniziative).
Non saranno tuttavia trascurati quei progetti nati grazie all’impulso di soggetti esterni ai quali la Fondazione riconosca un elevato impatto socio-economico. Inoltre l’attuazione di progetti di alto profilo non oscurerà l’importanza delle piccole iniziative per la valorizzazione del tessuto sociale e culturale locale, specie in un territorio come il nostro, ricco di piccole realtà portatrici di istanze culturali e sociali qualificate.
La Fondazione si pone l’obiettivo di proporsi come un soggetto in grado di realizzare programmi, anziché singoli progetti, ossia iniziative collegate tra loro secondo una logica mirante a perseguire in modo organico ed integrato un obiettivo predeterminato.
La limitatezza delle risorse disponibili in relazione ai bisogni, sostanzialmente contemperata dalla circoscritta zona di operatività, impone inoltre scelte che, pur non soggette alla logica del profitto, tengano adeguatamente conto delle finalità dei progetti, della congruità della spesa e dei risultati ottenibili in relazione all’investimento previsto.
A tale riguardo, tenuti presenti i settori di intervento sopra individuati e valutati, sulla base delle informazioni desumibili sul territorio, i bisogni e le priorità riscontrate, si ritiene di indicare per il triennio 2002/2004, la destinazione delle risorse disponibili in via di larga massima come segue, in termini percentuali:

  • Al Settore Arte dal 10% al 25%
  • Al Settore Conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e beni  ambientali dal 5% al 40%
  • Al Settore Istruzione dal 5% al 20%
  • Al Settore Ricerca Scientifica dal 5% al 10%
  • Al Settore Sanità dal 15% al 40%
  • Al Settore Assistenza alle cat. soc. più deboli dal 10% al 30%
  • Al Settore Sport dilettantistico dal 2% al 10%

Occorre infine promuovere una adeguata politica di comunicazione quale strumento chiave di legittimazione e garanzia di trasparenza. La predisposizione con cadenza regolare, di un supporto conoscitivo delle iniziative effettuate è essenziale per l’appoggio delle istituzioni e della società civile.
Per quanto riguarda infine la definizione delle linee di investimento del patrimonio, la Fondazione dovrà tener conto della necessità di dare allo stesso un conveniente investimento in termini di redditività e di diversificazione del rischio, privilegiando in modo assoluto, come sempre fatto in passato, la sicurezza dell’investimento a scapito della redditività.
Si ribadisce infine che il presente documento è suscettibile di variazioni e implementazioni ogniqualvolta l’Organo di Indirizzo lo ritenga necessario, a seguito dell’acquisizione di nuovi elementi. In ogni caso il documento sarà riesaminato annualmente dall’Organo di Indirizzo. 

Fabriano, 26.10.2001

IL PRESIDENTE
(Prof. Abramo Galassi)

Fondazione Carifac

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